Seriate punta sul paesaggio

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Seriate volta pagina: il Comune e l’Agronomo Maurizio Vegini firmano 10 linee guida che mettono il verde al centro della città del futuro. Un lavoro prezioso, frutto di competenza e passione vera per la natura. Ma la vera sfida comincia ora, ed è anche nostra: cambiare sguardo su ciò che serve davvero a una città viva. Scopri punto per punto cosa cambierà, cosa ci convince e dove serve ancora vigilanza. Un’evoluzione che riguarda tutti noi.

SERIATE PUNTA SUL PAESAGGIO

Migliorare la città

Ora che il peggio dell’estate è passato, riusciamo a fare il punto su quello che è successo questa estate afosa…a dir poco. Non si è lavorato con la foga invernale…pensiamo noi. Invece a Seriate si è deciso del destino del verde con una lungimiranza rara fino ad oggi.

Il sindaco Gabriele Cortesi e la sua squadra, hanno presentato la loro visione verde.

È una direzione che già Bergamo ha preso e che altri comuni stanno prendendo, ma che non tutti ancora hanno imboccato come si dovrebbe.

Si parla di pavimentazioni drenanti che mettano l’acqua a disposizione delle piante, di piante prima dei mattoni e di biodiversità, ma non come scelta: LINEE GUIDA DA SEGUIRE.

IL PROFESSIONISTA INCARICATO
L’Agronomo Maurizio Vegini, dello Studio GPT è stato incaricato di scrivere queste norme e, vista la sua preparazione di professionista del verde, stimato insegnante e membro dell’organizzazione di molte edizioni del Festival ‘I MAESTRI DEL PAESAGGIO’ di Bergamo, è stata una fortuna!
Studiando, infatti, queste 10 linee guida ci rendiamo conto che sono state redatte con grande maestria da qualcuno che conosce la progettazione, ma ama anche la natura e negli anni ha sviluppato una delicata grazia per la preservazione degli esseri viventi tra i quali si trova ad operare.

Desideriamo quindi specificare che i “warning” che troverete nei vari punti non sono rivolti a qualcuno in particolare: vogliono essere piuttosto degli stimoli a mantenere alta l’attenzione sull’effettiva applicazione delle linee guida e sulla necessità di verificarne nel tempo la realizzazione.

Abbiamo voluto quindi leggere e interpretare queste linee guida con occhio critico, per fornire non solo una spiegazione dei loro contenuti, ma anche per evidenziarne i punti di forza e quelli più deboli. Sapete che, per noi, informarvi è sempre al centro di tutto.

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1 MENO CEMENTO, PIÙ SUPERFICI DRENANTI CHE RESPIRANO

Per molti anni lo sviluppo urbano ha privilegiato asfalto, cemento e superfici impermeabili. Oggi sappiamo che questa scelta contribuisce ad aumentare il calore estivo e impedisce all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno, sovraccaricando la rete fognaria durante i temporali e gli eventi meteorologici più intensi. Le nuove Linee guida prevedono di limitare il più possibile le superfici pavimentate e di utilizzare, quando necessarie, materiali drenanti capaci di lasciar passare l’acqua.

Parcheggi, percorsi pedonali, piazze e spazi aperti potranno essere realizzati con ghiaie stabilizzate, autobloccanti drenanti, calcestruzzi permeabili e altre soluzioni che favoriscono l’assorbimento naturale delle precipitazioni e permettono alle radici delle piante di respirare. In questo modo il terreno continua a svolgere la sua funzione naturale, contribuendo a ridurre il rischio di allagamenti e a mantenere più fresca la città durante l’estate. Meno superfici impermeabili significa anche più spazio per il verde e una maggiore capacità della città di adattarsi ai cambiamenti climatici.

Cosa si intende nei fatti

Partiamo premettendo che già ora se si costruisce un edificio pubblico per legge bisogna dedicare una percentuale dell’area edificabile al verde ed agli spazi pubblici.

Da ora in poi, ad esempio ogni volta che si progetterà un edificio con delle parti esterne bisognerà prevedere che i percorsi e le strade nuove ed esistenti – magari rimosse per i lavori – vengano rifatte in materiali drenanti.

Un altro esempio riguarda i lavori stradali su linee elettriche, telefoniche o fognature che, in caso prevedano la rimozione dell’asfalto, debbano – se possibile – essere sostituite da pavimentazioni carrabili in materiali drenanti, ecc.

Quali sono le pavimentazioni drenanti? Sono il Calcestruzzo drenante, i Cubetti o masselli con fughe larghe inerbite, i Grigliati in calcestruzzo inerbiti e gli stabilizzati.

1 MENO CEMENTO, PIÙ SUPERFICI DRENANTI CHE RESPIRANO: WARNING!

Ci sono delle frasi che, se gestite male, possono rendere nullo l’utilizzo di queste linee guida. Per esempio in questo primo punto, abbiamo messo in rosso due termini: “quando necessarie” e “potranno”. Per quanto riguarda il primo ci si può chiedere: chi decide quando è necessario? Perché se lo decidono la ditta appaltatrice o i committenti possono dire che non era necessario e fare la scelta più economica o facile senza pensare alle reali necessità dell’ambiente. Il secondo termine “potranno” è vago e non vincolante. Anche prima si potevano realizzare percorsi con ghiaie stabilizzate.

Farà la differenza il controllo esercitato dal Comune sui lavori.

2 PIÙ VERDE, PROTAGONISTA DELLA CITTÀ

Nella Seriate del futuro il verde non sarà più un semplice elemento decorativo collocato negli spazi residui tra edifici e strade. Alberi, arbusti e aree vegetate diventeranno una componente strutturale della progettazione urbana, capace di migliorare il comfort degli spazi pubblici e la qualità della vita dei cittadini.

Le nuove Linee guida del Comune chiedono ai progettisti di considerare la vegetazione fin dalle prime fasi di ogni intervento, aumentando la presenza di alberi e superfici verdi e prevedendo, dove possibile, pergolati ombreggianti rivestiti da rampicanti, pareti verdi e nuovi spazi vegetati. L’obiettivo è creare ambienti più freschi, più gradevoli da vivere e più capaci di contrastare gli effetti delle ondate di calore. Inoltre, viene raccomandata la pratica del preverdissement, cioè sarà necessario piantare gli alberi nelle fasi iniziali del cantiere, prima delle opere edilizie, così da assicurare che alberi e arbusti possano svilupparsi correttamente prima della consegna definitiva delle opere. Pensare prima al verde e poi alle altre componenti del progetto significa costruire una città più rigenerativa.

Cosa si intende nei fatti

Ma nei fatti cosa significa pensare prima al verde? La prima risposta che ci viene è che dovrebbe essere coinvolto un professionista del verde fin dalle prime riunioni sul progetto perché l’esperto delle necessità delle piante è l’agronomo, il paesaggista o un giardiniere esperto (ma deve essere molto esperto) ed essere sempre presente.

Le maestranze, infatti, hanno l’abitudine durante i lavori di parcheggiare i mezzi sui prati o addosso ad alberi ed arbusti per non andare a parcheggiare dove dovrebbero.

Inoltre, se le piante vengono piantate prima, bisogna assicurarsi che non vengano danneggiate o rotte nelle manovre e nei passaggi dei mezzi.

Per farvi capire, se dovessimo dimensionare un marciapiede e decidessimo che ci devono andare le piante, la grandezza del marciapiede dovrebbe essere maggiore ed anche la costruzione degli strati sottostanti sarebbe diversa, se non parlassimo addirittura di aiuole drenanti o bacini di raccolta che spiegheremo al punto 5.

mondo-del-giardino seriate punta sul paesaggio prato fiorito

2 PIÙ VERDE, PROTAGONISTA DELLA CITTÀ: WARNING!

Anche in questo punto abbiamo colorato dei termini di rosso: “dove possibile” e “viene raccomandata”.

La domanda, come sopra è: chi decide dove è possibile di volta in volta? Se è il comune va bene, altrimenti non cambierà nulla perché la ditta costruttrice non farà mai gli interessi dell’ambiente se gli costa di più.

Il termine “viene raccomandata” non è vincolante in sé stessa. Ipotizziamo uno scenario nel quale la ditta (o il committente) non pianti un filare di alberi prima della costruzione di un edificio. Esce il comune per il suo controllo e si accorge di questa cosa (per accorgersene deve conoscere bene il progetto). Purtroppo il Comune dovrà poter fermare i lavori ed obbligare la ditta a fare come da linee guida anche come monito ai futuri committenti ed esecutori.

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3 PIÙ BIODIVERSITÀ NELLE SCELTE VEGETALI

Un ambiente ricco di specie diverse è più bello da osservare, ma soprattutto è più forte e più capace di adattarsi ai cambiamenti. Per questo le nuove Linee guida promuovono una maggiore diversificazione delle piante utilizzate negli spazi pubblici e privati, superando la tendenza a ripetere sempre le stesse specie.

Nei nuovi interventi verrà favorita la presenza di alberi, arbusti e piante erbacee differenti tra loro, scelti in base alle caratteristiche del luogo e alla loro capacità di offrire cibo e rifugio alla fauna urbana. Particolare attenzione sarà riservata alle specie che producono fiori, frutti e bacche utili a insetti impollinatori e uccelli. Nei contesti più naturali e agricoli verranno inoltre privilegiate le specie tipiche del territorio. Una maggiore biodiversità rende il verde più resistente a malattie e parassiti, migliora la qualità ecologica della città e contribuisce a creare paesaggi più ricchi, dinamici e interessanti durante tutto l’anno.

Cosa si intende nei fatti

Possiamo fare un esempio attuale. Poco tempo fa abbiamo avuto il problema del Tarlo asiatico che non è ancora risolto e per la quale sono stati abbattute moltissime piante, soprattutto aceri, per fermarne la proliferazione.

Piante tutte uguali che componevano filari lungo le vie di piccole e grandi città.

La sostituzione di tali piante avrebbe dovuto prevedere filari misti perché se dovesse ripresentarsi un problema simile, magari la malattia potrebbe attaccare solo alcune piante e quindi dovremmo togliere solo alcune piante e non tutte, solo parlando di questo problema.

Diversificare, infatti, permette anche di vedere fioriture diverse in diversi periodi dell’anno.

3 PIÙ BIODIVERSITÀ NELLE SCELTE VEGETALI: WARNING!

Ormai avete capito il nostro discorso. Si percepisce una sorta di timidezza nel portare avanti il discorso, come a non voler fare arrabbiare i professionisti del settore come i giardinieri e gli architetti che lavorano con i progetti pubblici.

Il termine “promuovono” è una bella parola che però non vincola nessuno. La frase “verranno inoltre privilegiate” senza i controlli detti sopra da parte del comune, ancora una volta non è vincolante.

Il Comune, tramite i suoi esperti “verdi”, dovrà stimolare ogni volta i progettisti perché mettano nel progetto le diverse specie e così anche nel computo metrico, assicurandosi che i giardinieri e le ditte appaltanti siano vincolate a cercare quelle essenze. La ricerca delle essenze magari obbligherà i giardinieri/le ditte appaltanti a cercare le piante in più vivai facendogli storcere il naso per il maggior lavoro, ma questa è la sfida.

I VIVAI DELL’ERSAF

Molto spesso i comuni si avvalgono, giustamente, del lavoro dell’ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste). Questo ente produce e fornisce, a prezzi contenuti, alcune specie di alberi utilizzati solitamente.

Sarà importante forse, in futuro come parte integrante di tutto il lavoro comunale, fare dei controlli perché le piante prodotte dall’Ente siano in linea con il cambiamento climatico in atto.

4 UN VERDE PIÙ “INTELLIGENTE” CHE RICHIEDE MENO MANUTENZIONE

Prendersi cura del verde non significa necessariamente intervenire spesso. Al contrario, molte delle soluzioni più vicine ai processi naturali richiedono meno manutenzione e offrono maggiori benefici ambientali. Le nuove Linee guida incoraggiano quindi un approccio più ecologico alla gestione degli spazi verdi, riducendo il ricorso a interventi continui e spesso costosi.

Nei nuovi progetti verranno privilegiate siepi miste informali composte da diverse specie arbustive, che non richiedono potature frequenti, bordure di erbacee perenni e graminacee, prati a sfalcio ridotto al posto dei tradizionali tappeti erbosi tagliati frequentemente. Verrà inoltre favorito l’utilizzo di pacciamature naturali, come il cippato di legno, che aiutano a conservare l’umidità del terreno e a limitare la crescita delle infestanti. Il risultato sarà una città più naturale, più ricca di vita e meno dipendente da irrigazioni, sfalci e potature frequenti.

Cosa si intende nei fatti

Parliamo ad esempio dei gruppi di arbusti. Fino ad oggi si è usata la tecnica di metterne molti vicini tra loro, in fase di impianto, per ottenere in breve tempo un risultato visibile. Inoltre si sono scelte spesso essenze per il colore del fiore o della foglia, ma troppo grandi per la posizione. Il problema è che poi, quando le piante raggiungono la maturità sono troppe e troppo vicine le une alle altre e vanno continuamente potate portando i costi di manutenzione alle stelle.

Mettere le piante giuste alla giusta distanza tra loro e dai bordi del prato permette interventi di potatura mirati (4 all’anno – due a specie, invece di 6/8 su tutte), una minore necessità d’acqua e delle piante più sane. Avremo bisogno solo di un po’ più di pazienza nel vedere il gruppo arboreo al suo massimo splendore che avverrà in circa due-tre anni.

I FILARI BORDO CAMPO

Va incentivato anche il ripristino degli arbusti sui margini dei campi coltivati, come si usava una volta, ma meglio di una volta. Inserire questi filari di arbusti e alberi ha moltissimi vantaggi sia per i contadini (non solo per la protezione delle coltivazioni) sia per la natura perché diventano corridoi protetti di passaggio per i piccoli animali selvatici e cibo per gli uccelli e le api.

L’utilizzo di pacciamature naturali serve a sostituire i teli antigerminello che sono brutti da vedere ed anche, ormai si sa, dannosi per il terreno perché favoriscono – come il prato finto – la proliferazione di batteri cattivi sia sotto che a tutto l’intorno asfissiando la vita sotterranea.

4 UN VERDE PIÙ “INTELLIGENTE” CHE RICHIEDE MENO MANUTENZIONE: WARNING!

Al posto di “verranno privilegiate” sarebbe stato più sicuro usare “dovranno essere utilizzate” ed anche alla dicitura “diverse specie arbustive” sarebbe stato bello vedere aggiunta la parentesi vincolante “[almeno 3 (o 4)]”.

La dicitura “verrà inoltre favorito” ci fa sollevare tantissimi punti di domanda tipo: in che modo verrà favorito? Verranno messe a disposizione delle ditte appaltanti degli sgravi o dei luoghi dove potranno acquistare il materiale a minor prezzo rispetto ai teli antigerminello oggi utilizzati? Sarà quindi reso più papabile economicamente e più facilmente reperibile il materiale naturale rispetto a quello artificiale?

5 L’ACQUA PIOVANA DIVENTA UNA RISORSA

Per decenni l’acqua piovana è stata allontanata dalla città e smaltita il più rapidamente possibile attraverso tombini e fognature. Oggi, visti gli eventi meteorologici sempre più estremi, sappiamo che le piogge improvvise intasano tombini e fognature con costi enormi. Inoltre, l’acqua piovana può diventare una risorsa per migliorare il funzionamento degli ecosistemi urbani. Le nuove Linee guida invitano quindi a gestire le precipitazioni imitando il più possibile i processi naturali, trasformando la città in una “spugna” in grado di assorbire l’acqua e farne tesoro. Nei futuri interventi troveranno spazio rain garden (aree umide progettate per trattenere temporaneamente l’acqua e restituirla lentamente al terreno) aiuole drenanti, canali vegetati, bacini di raccolta, sistemi di infiltrazione. Queste soluzioni consentono di ridurre il rischio di allagamenti, alleggerire il carico sulle reti fognarie e favorire la ricarica naturale delle falde. Allo stesso tempo creano habitat preziosi per insetti, anfibi e altre specie, aumentando la biodiversità urbana.

Cosa si intende nei fatti

Abbiamo inserito una foto che mostra come oggi l’acqua rimanga sopra all’asfalto per giorni finchè non evapora o non viene spostata dalle auto fino a che non finisca nelle intercapedini. Accanto c’è un albero che non potrà utilizzare neanche una goccia di quell’acqua. Questo oggi è inaccettabile e deve essere cambiato il prima possibile.

5 L’ACQUA PIOVANA DIVENTA UNA RISORSA: WARNING

I sistemi di cui si parla sono nuovi rispetto all’esperienza che i giardinieri hanno per la posa e la messa in funzione di questi sistemi. Sarebbe bello se venissero promossi e organizzati corsi di preparazione per moltiplicare le aziende che li sanno trattare così da facilitare la diffusione di tali pratiche.

6 TETTI VERDI E GIARDINI PENSILI

Anche le coperture degli edifici possono contribuire a rendere la città più verde e più resiliente. Le Linee guida promuovono la realizzazione di tetti verdi e giardini pensili, soluzioni che permettono di trasformare superfici spesso inutilizzate in spazi capaci di svolgere importanti funzioni ambientali.

Oltre a migliorare l’isolamento termico degli edifici e a ridurre il surriscaldamento estivo, i tetti verdi trattengono una parte significativa dell’acqua piovana, comportandosi come una vera e propria spugna. L’acqua viene accumulata nel substrato e restituita lentamente all’ambiente attraverso infiltrazione ed evaporazione, riducendo i picchi di afflusso verso le fognature durante i temporali più intensi. Questo contribuisce a diminuire il rischio di allagamenti e a migliorare il microclima urbano. Le coperture vegetate rappresentano inoltre nuovi spazi per la biodiversità, creando habitat che possono essere colonizzati da insetti impollinatori e piccoli animali.

Cosa si intende nei fatti

Questo punto, pur essendo di valore primario, crediamo abbia un livello di raggiungimento secondario. Nel nostro paese si sono usati poco ed è raro trovare aziende che consegnino “chiavi in mano” un tetto verde: ci vuole un architetto che lo progetti ed una ditta che lo esegua ed entrambi devono esserne realmente competenti.

Per il costruito presente, in Italia è anche raro trovare dei tetti piani e non tutti hanno le caratteristiche necessarie a supportare un tetto verde se non a patto di lavori costosi.

Questo tipo di tetto e di verde pensile è una buona idea già utilizzata in Europa. Grandi capitali lo stanno incentivando ed è giusto farlo anche da noi. Da noi se ne parla poco e ci sono poche ditte che li sanno fare.

Confidiamo che l’invito delle linee guida incentivi i costruttori di case ad utilizzarlo di più fin dalla progettazione.

6 TETTI VERDI E GIARDINI PENSILI: WARNING

Mondo del Giardino è convinta che quando in Italia sarà normale costruire secondo le prime 5 linee guida, allora saremo pronti per i tetti verdi ed i giardini pensili. Speriamo di sbagliarci e che i cambiamenti avvengano insieme.

7 MENO MURI DI CEMENTO, PIÙ NATURA CONNESSA

Le recinzioni e i muri hanno una funzione importante, ma quando diventano troppo invasivi possono creare barriere visive, limitare la permeabilità del suolo e ostacolare gli spostamenti della piccola fauna. Le nuove Linee guida invitano a ridurre il più possibile l’utilizzo di muri di confine in cemento armato, privilegiando soluzioni più leggere e integrate nel paesaggio.

Nei nuovi interventi verranno favorite scarpate verdi, terre armate e recinzioni caratterizzate da una minore componente muraria, capaci di inserirsi in modo più armonioso nel contesto urbano. Anche i dislivelli tra proprietà pubbliche e private potranno essere risolti modellando il terreno anziché ricorrere a grandi strutture in calcestruzzo. Questa scelta contribuisce a rendere gli spazi più aperti e gradevoli, favorisce la continuità ecologica e permette alla natura di attraversare la città con meno ostacoli. Una città più permeabile è infatti una città più accogliente sia per le persone sia per gli altri esseri viventi che la abitano.

Cosa si intende nei fatti

In città diamo per scontato che per definire degli spazi, pubblici e privati, si debbano utilizzare muri e recinzioni, ma non è così. Un cambio di livello del terreno, quindi un po’ obliquo, provvisto di piante può spesso sostituire egregiamente una recinzione pur richiedendo più spazio. Eccovi una serie di immagini che mostrano esempi di scarpate verdi, terre armate e recinzioni appunto caratterizzate da una minore componente muraria e più verde senza perdere in sicurezza.

7 MENO MURI DI CEMENTO, PIÙ NATURA CONNESSA: WARNING

“ridurre il più possibile”, “privilegiando” sono sempre inviti e non obblighi che li rende inutili se non fortemente controllati dagli organi comunali preposti.

8 STRADE PIÙ SICURE, PIÙ VIVIBILI E PIÙ VERDI

Le strade non sono soltanto spazi dedicati alle automobili. Sono luoghi vissuti ogni giorno da pedoni, ciclisti, famiglie e attività economiche. Le nuove Linee guida promuovono quindi interventi di moderazione del traffico che permettano di migliorare la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico, soprattutto nei nuovi quartieri e nelle aree residenziali.

L’obiettivo non è rallentare la velocità dei veicoli, ma ripensare l’organizzazione complessiva della strada per favorire una convivenza più equilibrata tra le diverse modalità di spostamento. Ridurre lo spazio occupato dall’asfalto consente inoltre di recuperare superfici da destinare ad alberi, aiuole e aree verdi. Strade più verdi diventano così luoghi più piacevoli da attraversare che inducono a rallentare, ma anche spazi da vivere e da frequentare, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità.

Cosa si intende nei fatti

In Europa si chiama Tactical Urbanism e prevede il rallentamento dei veicoli creando delle curve e delle chicane che obbligano il veicolo ad abbassare la velocità. Le curve creano degli spazi sul marciapiede che possono essere utilizzati per inserire alberi e piante, panchine e spazi vivibili che invitino le persone a fermarsi a chiacchierare, riposare e, se possibile godersi l’ombra. L’aspetto giocoso di questa tecnica inserisce pavimentazioni colorate che definiscano e rendano riconoscibile l’area anche da lontano sia alle persone che ai mezzi.

8 STRADE PIÙ SICURE, PIÙ VIVIBILI E PIÙ VERDI: WARNING

Al posto di “favorire” avremmo messo “ripristinare” che sembra una questione di semantica ma contiene al suo interno il concetto di ritrovare qualcosa che prima avevamo e che ora abbiamo perso in nome di un progresso disumanizzato.

9 CANTIERI PIÙ SOSTENIBILI E INTERVENTI DI QUALITÀ

La qualità ambientale di un progetto non dipende soltanto dal risultato finale, ma anche da come vengono eseguiti i lavori. Per questo le nuove Linee guida richiedono che i cantieri adottino criteri attenti alla tutela dell’ambiente, alla gestione delle risorse e alla corretta realizzazione delle opere verdi.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla protezione del suolo, all’utilizzo di materiali adeguati, alla conservazione delle alberature esistenti quando possibile e alla corretta messa a dimora delle nuove piante.

Nei progetti pubblici è inoltre prevista una garanzia di attecchimento delle essenze vegetali per almeno ventiquattro mesi. L’obiettivo è evitare interventi di breve durata e investire invece in trasformazioni capaci di produrre benefici concreti e duraturi nel tempo.

Cosa si intende nei fatti

Avete mai buttato l’occhio ad un cantiere aperto? I mezzi vengono parcheggiati sul prato e a ridosso degli alberi: mezzi molto pesanti che schiacciano le radici. Le ditte dei lavori raramente si preoccupano della flora presente e spesso, durante le manovre, colpiscono e addirittura divelgono le piante presenti.

Per quanto riguarda invece le piante nuove messe a dimora, arrivano con una zolla (pacco delle radici) spesso minuscola e vangata via da un terreno che negli anni non è stato lavorato ed è secco e arido. La pianta quindi potata troppo alle radici, raramente riuscirà a produrne di nuove.

ALBERI IN VASO

Ed anche le piante ad alto fusto cresciute in un vaso dove le radici sono cresciute arrotolate non verranno poste a dimora srotolandole sopra una montagnetta di terra (come si dovrebbe fare) in un buco abbastanza ampio da vederle srotolate, ma solo appoggiandole così come sono in un buco piccolissimo.

Questo punto quindi si preoccupa di rendere più rari questi eventi con le nuove regole e dire “è inoltre prevista” specifica che si dovrà produrre una documentazione di garanzia di attecchimento di 24 mesi: bene!

9 CANTIERI PIÙ SOSTENIBILI E INTERVENTI DI QUALITÀ: WARNING

Ormai sapete cosa ci chiediamo: chi deciderà “quando possibile”? se nessuno controlla, la ditta appaltatrice o costruttrice potrà dire che non è stato possibile anche se non era vero.

10 ORGOGLIOSI DI VIVERE UNA CITTÀ CHE LASCIA SPAZIO ALLA NATURA

Aumentare la biodiversità non significa soltanto piantare più alberi o creare nuovi spazi verdi. Significa anche riconoscere che la città è abitata da molte altre forme di vita con cui condividiamo lo stesso ambiente. Rondini, rondoni, balestrucci, pipistrelli, ricci, insetti impollinatori, anfibi e piccoli rettili svolgono un ruolo importante nell’equilibrio degli ecosistemi urbani e meritano di trovare spazi adatti in cui vivere, nutrirsi e riprodursi.

Per questo le nuove Linee guida invitano a integrare nei progetti elementi capaci di favorire la presenza della fauna, come nidi artificiali inseriti nelle facciate degli edifici, tegole-nido per i rondoni, strutture dedicate agli uccelli e piccoli accorgimenti che facilitino gli spostamenti degli animali. Allo stesso tempo, verrà posta attenzione alla tutela dei siti di nidificazione esistenti e ai periodi riproduttivi delle specie presenti sul territorio.

Cosa si intende nei fatti

Questo punto è ben sintetizzato da una frase che lo stesso Agronomo Maurizio Vegini inserisce sulla copertina del testo originale:

“[…] transitare dall’idea che la città ospiti le zone verdi a quella che sia la Natura ad ospitare la città” (European Forest Institute – EFI). In questo decimo punto c’è tutta l’idea di queste linee guida che possano portare ad una città più vivibile all’aperto. Prevede la nascita di persone che si occupino di questi controlli ed anche di uffici che seguano questi progetti.

10 ORGOGLIOSI DI VIVERE UNA CITTÀ CHE LASCIA SPAZIO ALLA NATURA: WARNING

“invitano” è poco più di un sorriso dietro al ventaglio… dobbiamo essere più spudorati nella ricerca di rispetto della nuova realtà. “verrà posta attenzione” va benissimo e ci piacerebbe capire in cosa consiste nei fatti: verrà chiamato un ornitologo una volta l’anno per controllare la situazione? E se qualcuno smantella un sito di nidificazione esistente cosa succede? Avrà una multa? Come si proporranno nuovi siti di nidificazione?

LE 10 LINEE VERDI: CONCLUSIONI

Pur non essendo Seriate il primo comune in Italia ad adottare certe accortezze non è l’unico. La strada è ancora lunga da percorrere, ma in questo articolo abbiamo voluto proprio scomporre le parti per analizzarle insieme perché spesso le domande che bisogna porsi sono importanti.

La conferenza stampa

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre al Sindaco, l’assessora all’ambiente Ester Pedrini, il dirigente Domenico Leo ed il Responsabile Servizio SUAP e Ambiente Massimo Bandera oltre a Maurizio Vegini, mente attuativa, Agronomo, Tecnico del verde incaricato della redazione delle linee guida ma anche grande paesaggista dello studio GPT di Bergamo con la celebrata Lucia Nusiner.

Donato Musci – presidente dell’Ordine Ingegneri Bergamo e Diego Ratti – Consigliere Tesoriere Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Bergamo erano presenti quali auditori, al momento, ma anche possibili futuri interlocutori per lo sviluppo di tale pratica anche nel resto della provincia di Bergamo.

mondo-del-giardino seriate punta sul paesaggio team

Il consiglio del mondo del giardino

Questo è un primo passo verso una città più vivibile. Non si creda che sia il punto di arrivo. La città, le strade, i quartieri, le case, gli spazi pubblici sono e devono essere importanti per la vita delle persone che vi abitano. Abbiamo solo iniziato a raccontarvi il mondo che verrà, anche con il vostro aiuto. Continuate a seguirci!

Ora a cavallo! Il lavoro ci aspetta! Il nostro nuovo meraviglioso spazio esterno sta per nascere!

BUON LAVORO e…se avete domande scrivete pure a info@mondodelgiardino.com

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